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La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile

Sotto, riporto alcune mail (ho tolto i riferimenti personali, per motivi di privacy) che ho ricevuto all’interno di una mailing list a cui sono iscritto da tempo e che non ho mai disdetto. D’accordo che i giornali scrivono quello che vogliono, ma è anche vero che certi nomi non sono mai stati smentiti da nessuno. Però è anche vero che è opinione diffusa che Rodotà, il PD, non lo voterà. E, francamente, non capisco perché, benché anche io ho questo timore. Spero di sbagliare.

Abbiamo bisogno di rinnovamento, di speranze nuove e di poter credere che gli interessi di bottega non sono la preoccupazione principale.

Abbiamo bisogno di credere in qualcosa di positivo, non solo che il più pulito in Parlamento ha la rogna.

Abbiamo bisogno di riconciliarci l’uno con l’altro e un Presidente della Repubblica veramente terzo può essere la soluzione.

A me non importa se Rodotà è stato scelto da Grillo, da 2 militanti in croce o da 50.000 persone con una procedura on-line. Rodotà è una persona degna, preparata, integerrima. Per due mesi si è chiesto a Grillo un nome. L’ha fatto. Ora dimostriamo che si può dialogare. Che non era solo un bluff.

Ecco le mail:

“Penso che il Pd non voterà Rodotà,se così fosse sarebbe l’inizio di un cambiamentoche francamente non noto.”

“Il PD a furia di mazzate sulle palle si è incattivito, abbracciando la destra. Lasciamolo al suo destino, ciò che conta è che sia chiara a tutti la sua vera natura. Rodotà è la sua ultima occasione ed è prevedibile che la sprecherà.”
“Notizia di poco fa.
Marini, D’Alema e Amato… Dopo vent’anni di Berlusconi questo è il meglio che il PD sa esprimere. Non fini giuristi esperti della Costituzione (come Rodotà o Zagrebelsky), ma mediatori politici (e salvacondotto per l’incolumità del priapo di Arcore) che poco o nulla faranno per garantirne il reale rispetto, al pari del loro predecessore.
La conservazione più bieca, insomma, altro che cambiamento!”

Restaurazione

Il Presidente Napolitano, ieri, ha nominato due gruppi ristretti di “saggi” per formulare delle raccomandazioni per delle riforme istituzionali e per le questioni economiche e sociali.

Il gruppo per le riforme è così composto:

Valerio onidaGiudice Costituzionale dal 1996; Presidente Corte Costituzionale nel 2005, candidato alle primarie sindaco per il Comune di Milano.

Mario Mauro: laureato in filosofia alla Cattolica di Milano, membro di Comunione e Liberazione. Parlamentare Europeo Forza Italia 1999-2013; passa a Scelta Civica (il partito di Mario Monti) nel gennaio 2013.

Gaetano Quagliarello: Laureato in Scienze Politiche. Inizia da radicale, diventandone anche vice-segretario. Si batté per le campagne referendarie su aborto, nucleare ecaccia oltre che per il testamento biologico. Venne arrestato assieme a Rutelli durante una manifestazione antinuclearista a La Maddalena, in Sardegna. Passa a Forza Italia nel 1994 e si batte per tenere in vita Eluana Englaro con la famosa frase: “Eluana non è morta, è stata ammazzata”.

Luciano Violante: da Wikipedia: “Sempre molto pacato nei toni viene, da molti, considerato il ponte di collegamento per le questioni sulla giustizia tra il Pd e il Pdl, tanto da essere l’unico esponente del centro-sinistra a essere stato invitato alla Festa delle Libertà di Milano nel 2008. Ha suscitato scalpore sul web un suo discorso alla Camera dei Deputati risalente al 2003 in cui critica l’avvilimento del parlamento dovuto all’assenza di discontinuità tra governo e gruppi parlamentari. In tale discorso Violante difende il suo partito dall’accusa di totalitarismo ricordando che i Democratici di Sinistra non impedirono l’eleggibilità di Silvio Berlusconi (nonostante il conflitto d’interesse) né attuarono leggi contro Mediaset”.

In sostanza, un Presidente Emerito della Corte Costituzionale dall’indiscussa credibilità, un uomo di Berlusconi ex radicale, un ex uomo di Berlusconi appena passato a Monti e un uomo PD che dichiarò in Parlamento che non sono mai stati toccati gli interessi di Berlusconi.
La restaurazione non poteva essere più sfacciata.

Onida dovrà evitare che il salvacondotto per Berlusconi sia troppo esplicito?

Poi dice che il Movimento 5 stelle guadagna consensi. Ho sempre stimato Napolitano e continuo a farlo, in fondo, ma queste nomine sono il modo migliore per allontanare quei 4 cittadini che ancora si fidano della Politica.

#primarieparlamentari

La democrazia è la peggior forma di governo, ad eccezione di tutte le altre.

È importante che ci riprendiamo la nostra sovranità. Svincolare il rapporto di fedeltà al partito e ricostruire il senso di lealtà verso i propri elettori è il primo passo per ricostruire l’Italia.

Per farlo, però, il tempo è poco e in ogni caso, anche se saranno fatte, non saranno come uno se le sarebbe aspettate. Comunque, c’è una petizione per chiedere le Primarie per i parlamentari il 13 gennaio.

Firmiamola e diffondiamola.

Per una politica diversa

Questa fine di novembre, ci farà entrare nel vivo della campagna elettorale e, a questo proposito, volevo segnalare un sito potenzialmente molto prezioso per orientarci in quello che diventerà lo sport nazionale di tutti i politici: lo sparar balle.

http://pagellapolitica.it/

Su questo sito, primo in Italia per quanto mi risulta, vengono analizzate le affermazioni dei politici e, dati alla mano, si valuta la loro veridicità; quello che gli anglosassoni chiamano il fact checking e di cui abbiamo profondo bisogno in Italia.

E’ solo il primo passo per avere una politica pulita e potersi concentrare su quel che i politici dicono visto che, lasciatemelo dire, è sempre complicato decodificare il messaggio profondo. Almeno che i dati siano corretti.

Sarà comunque dura, ma io credo che possiamo ritornare a fidarci della politica. Certo, se non cominciamo a puntare con attenzione gli occhi facendo domande e pretendendo le risposte, le cose non miglioreranno mai da sole perché, per riprendere uno slogan molto efficace di MTV, se non ti occupi della politica, la politica si non si occuperà di te.

Per la Lombardia, io un nome ce l’avrei.

A pochi giorni dalla condanna di Berlusconi a 4 anni per una questione di irregolarità nella compravendita di diritti televisivi, sempre a pochi giorni dall’arresto del quinto consigliere della Giunta della Regione Lombardia e il giorno prima delle elezioni in Sicilia, facevo alcune riflessioni sulla nostra classe politica. Continua a leggere

L’Italia e il puntare a campare

Prendo spunto da questo articolo di Michele Salvati, apparso sul Corriere della Sera del 15 luglio e rilanciato dal Post, vorrei fare alcune considerazioni.

Salvati sostiene che l’Italia, al momento, abbia 2 sole alternative: la catastrofe che seguirebbe all’uscita dall’Euro o una lunga stagnazione.

Aggiunge anche che l’Italia non è sola in questa scelta e che anzi, se anche le nostre azioni fossero coerenti con un percorso di ripresa, questo potrebbe non bastare e che perciò la politica italiana dovrebbe scegliere tra un male ed un altro minore.  Continua a leggere