Archivio mensile:gennaio 2013

Il sale della democrazia

Sabato 19 gennaio, ho assistito all’inaugurazione di un circolo del PD da parte di Pierluigi Bersani.

Credo che sia inutile sottolineare il momento storico, la campagna elettorale che entra nel vivo di un’elezione che, probabilmente, è la più importante dal 1994 ad oggi. Eppure, da sostenitore del PD, non riesco ad ingoiare il rospo.

La giornata, per Bersani, doveva cominciare con l’inaugurazione del circolo, continuare con una conferenza stampa di apertura della campagna elettorale assieme ad Ambrosoli, il candidato Presidente di Regione in Lombardia e proseguire verso altre tappe ed incontri con elettori e stampa.

Frequentando il circolo in questione, nei giorni precedenti la visita del segretario, ho sentito un grande
entusiasmo che mi aveva anche contagiato. L’idea (perlomeno per come l’avevo capita e percepita) era avere Bersani, anche se per pochi minuti a stretto contatto con gli iscritti e con i militanti. Eppure, la sera prima della sua visita, qualche sospetto cominciava a sorgere.

Per capire, serve una breve digressione sul circolo in questione: si tratta di uno spazio all’angolo tra due strade, probabilmente un ex negozio con 3 vetrate che credo fossero le vecchie vetrine. Ecco, queste vetrine dovevano essere coperte con delle immagini della campagna elettorale del PD opache. Solo l’insistenza di alcuni di noi ha permesso che almeno una vetrina venisse lasciata libera per permettere a chi non fosse riuscito ad entrare di vedere l’interno e poter sentire il discorso del segretario attraverso un altoparlante sistemato fuori dal circolo.

Al mattino, i giornalisti hanno cominciato ad ammassarsi fuori dal circolo assieme a tante persone che speravano di poter parlare con il segretario o, almeno, stringergli la mano. Invece, al suo arrivo, è stato ovviamente assediato dai giornalisti. Ha giustamente concesso una veloce intervista, per poi avviarsi verso il circolo da inaugurare.
Svolta la brevissima cerimonia, con tanto di taglio del nastro e tutte cose, si è avviato all’interno. E qui, la mia grande delusione. All’interno del circolo, han fatto entrare i giornalisti. Bersani ha ripetuto i suoi cavalli di battaglia di questa campagna elettorale, con la richiesta del voto utile a battere la destra ad uso e consumo delle telecamere, ha abbracciato Ambrosoli che, a sorpresa, è arrivato e, assieme a lui, si è avviato alla conferenza stampa di presentazione, rigorosamente a porte chiuse per la stampa.

La mia domanda è questa: ma non sarebbe stato meglio dedicare pochi minuti per fare un discorso ai soli militanti del circolo? Magari in streaming sulla TV del PD, rilasciando il filmato per gli altri mezzi di informazione, se proprio era fondamentale documentare cosa Bersani diceva alla sua gente.
Che bisogno c’era di fare uno spettacolino per le telecamere se poi, per giunta, nessuna delle dichiarazioni di Bersani all’interno del circolo è stata usata per i servizi giornalistici?
Qui, credo, non si è ancora capito che questo è il modo migliore per alienarsi quell’enorme consenso costruito sull’onda delle primarie per la scelta del Premier e dei Parlamentari.

Non sarà stato certo questo a far perdere tanti voti, ma quanti ne avrebbe fatti guadagnare lasciare fuori i giornalisti per passare pochi minuti con i propri elettori? Quanto entusiasmo avrebbe dato agli attivisti della campagna (che ricordiamolo, giustamente non vedono il becco di un quattrino per promuovere il Partito Democratico) poter sentire “in esclusiva” il segretario che li incitava e li ringraziava?
Sono convinto che Bersani sia una persona che tiene alla militanza e che, semplicemente, non ha avuto la prontezza di spirito per rimandare i giornalisti alla conferenza stampa, ma spero che nelle prossime settimane si faccia un po’ più di attenzione a questi dettagli.

D’altronde, l’eccellenza sta proprio in questo, no?Image.

Credo che la questione sia indifferibile. Che lo chiamino matrimonio, civil partnership, pippo, ma fate presto!

NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Al caro amico Alessio De Giorgi, che scrive questo:

“A scanso di equivoci, ripeto come un mantra quel che penso da anni – e non da qualche giorno – in tema di riconoscimento delle coppie omosessuali. Io penso che il nostro paese, PURTROPPO, non sia ancora pronto per una legge che apra il matrimonio alle coppie gay e lesbiche. Credo invece che la migliore soluzione ad oggi possa essere un istituto specifico, come quello della civil partnership, meglio se all’inglese (con una sostanziale parificazione dei diritti subito anziché, come in Germania, dopo sentenze della Corte Costituzionale) ed in tal senso mi impegnerò, se sarò eletto, nella prossima legislatura. Per arrivare alla parità formale, insomma, secondo me possiamo e dobbiamo essere disposti a qualche anno di parità sostanziale: chi troppo vuole nulla ottiene.”

Ho risposto così:

Alessio De Giorgi invece come sai io non sono d’accordo su questo. Rispetto la tua…

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Dai diamanti non nasce niente

(Foto: Mandel Ngan/AFP/Getty Images)

(Foto: Mandel Ngan/AFP/Getty Images)

Il 2012 sarà ricordato per tanti avvenimenti, quelli più mainstream saranno probabilmente le Olimpiadi di Londra (grandissime Olimpiadi tra le altre cose), il volo di Felix Baumgartner dalla stratosfera, l’uragano Sandy, la rielezione di Obama, l’arresto delle Pussy Riot a Mosca, il tragico incidente della Costa Concordia.
L’elenco potrebbe essere infinito, ma mi limito a questi in rigoroso ordine casuale.

Ci sono come tutti gli anni le decine di personalità più o meno note e a cui siamo stati più o meno legati che se ne sono andate.

Ma io vorrei ricordare e portare con me nel 2013 due avvenimenti, anch’essi planetari. Il primo, sono le elezioni (non proprio libere e giuste per la verità) in Birmania/Myanmar che hanno portato in Parlamento un gigante della lotta per la democrazia e i diritti umani come Aung San suu Kyi. Questo avvenimento ci insegna che per quanto buia possa essere la strada, possiamo avere fiducia nelle persone e che le cose possono cambiare.
Il secondo avvenimento che voglio ricordare e conservare, è la conferma dell’esistenza del Bosone di Higgs. Non capisco niente di fisica, ma i motivi per cui questo evento mi ha colpito sono essenzialmente due: il primo è che ci ricorda che la scienza è l’unica strada che abbiamo, assieme alla politica, per migliorare la condizione nostra, dei nostri simili e del Pianeta intero. Il secondo, molto più prosaicamente, è che il capo del team ATLAS è una donna italiana, Fabiola Gianotti, peraltro inserita nella cinquina di Time per il titolo “Persona dell’anno”.

Perché questo preambolo?

Perché per guardare al futuro, bisogna cercare e conservare il buono nel passato e il 2013 si preannuncia un anno con tanti appuntamenti importanti. Per restare nel nostro piccolo, ci saranno le elezioni Politiche e quelle regionali in Lombardia e Lazio.

Vorrei arrivarci ricordando quanto affermava Jhon Rawls, monumento della filosofia morale del ‘900 che ha lasciato un’opera capitale per la filosofia politica e per la teoria sulla giustizia. In particolare, vorrei ricordare i principi della sua “posizione originaria”. Sono solo 2, l’architrave e la colonna portante su cui costruire il contratto sociale (così come riportati da Amartya Sen nel suo “l’Idea di giustizia” – ed. italiana – Mondadori 2010, pag. 72):

a). Ogni persona ha un uguale diritto al sistema di uguali libertà fondamentali più esteso, compatibile con un sistema di libertà analogo per tutti.
b). Le diseguaglianze economiche e sociali sono ammissibili a patto di 1) dare il massimo beneficio previsto ai meno avvantaggiati, 2) di essere associate a posizioni e cariche aperte a tutti in condizioni di equa uguaglianza delle opportunità.

In poche parole, quello che dobbiamo perseguire è la massima libertà per tutti, unita alla massima uguaglianza possibile.

Vasto programma, avrebbe detto il Generale De Gaulle. Ma solo così ripartiremo come nazione in Italia e come continente in Europa. Solo unendoci nella diversità potremo superare questo momento che non ha memoria nella nostra generazione.