Ricominciamo

Ho meno di 30 anni e sono sempre stato affascinato dalla politica, sono cresciuto in un Paese governato da un magnate delle comunicazioni multimiliardario che possedeva il 50% del mercato televisivo, più diversi giornali a tiratura nazionale con milioni di lettori, più una squadra di calcio. Il suo stile di governo è stato caratterizzato dalle regalie a spese dello Stato e da una squadra di pallone “la più titolata al mondo” (che per inciso è anche purtroppo quella che piace a me). Panem et Circenses insomma.

In questo contesto, ho sempre cercato di non disperare, ho sempre dato fiducia a chi si proponeva per migliorare questo Paese e abbiamo avuto la stagione dell’Ulivo, con Prodi, Ciampi e l’ingresso nell’Unione Europea Monetaria, ma ancora io non votavo. Abbiamo avuto 5 anni del signore di cui sopra, eletto proprio alla mia prima elezione del Parlamento, poi abbiamo avuto ancora Prodi, ma per poco e io mi sono emozionato per la vittoria in Molise, per dire quanto eravamo disperati (con tutto il rispetto per il Molise, la disperazione deriva dal fatto che, comunque, per il sistema elettorale i senatori sarebbero stati 1 per il vincitore e 1 per lo sconfitto). Questa volta si accompagnava a Padoa Schioppa (buonanima) e a Mastella e la mia fiducia già da un po’ cominciava a vacillare. Nel frattempo, tra i 2 Governi Prodi, ci sono stati movimenti, girotondi, Genova 2001, Carlo Giuliani, Movimenti per la pace e contro la guerra in Iraq, l’attentato alle Torri Gemelle, giusto per restare alle cose più eclatanti.

Tra le altre cose, è scoppiata la più grande crisi economica/finanziaria che la nostra generazione ricordi. Probabilmente anche quelle precedenti non ne ricordano una che fa così paura. Sappiamo come siamo entrati, ma non sappiamo come usciremo da questo sconvolgimento.

Ancora, siamo entrati nel pieno della rivoluzione digitale. Qualcuno l’ha capito e sta ritentando il percorso del signore di prima, ma con meno mezzi, altri non hanno capito niente e sono sull’orlo dell’implosione, altri ancora faticano, ma restano a galla e, probabilmente, vinceranno delle elezioni truffa fatte con una legge elettorale disegnata apposta per impedire a chiunque di governare (ma questo è un altro discorso…).

In tutto questo, al vertice del Partito Democratico (che fu PDS/DS più Margherita), ci sono molti di quelli che furono ministri nel 1996 al tempo del primo Governo Prodi o che sono stati in seguito Presidenti del Consiglio. Alcuni han fatto bene e forse meritano qualcosa in più di quel che han potuto fare fin’ora, altri è il caso che se ne stiano a casa a godersi la loro dorata pensione.

Comunque sia, un raggio di speranza è apparso all’orizzonte. Perché ha l’intelligenza di non imporre e la capacità di ascoltare; perché sa mettere da parte l’ambizione a breve termine per un progetto di più ampio respiro, non per sé, ma per il Paese; perché è interessato ad usare i nuovi mezzi di comunicazione, ma le scarpe le consuma per andare a sentire cosa ha da dire la gente. Io spero che sia il nuovo segretario del PD perché così, magari, mi farà tornare quella voglia di politica per troppi anni sopita.

PS: poi si legge questo e relativa risposta e le considerazioni sopra si fanno anche più cogenti. Quel che mi chiedo è: perché a sinistra ci si vuole fare a tutti i costi del male? Perché, una volta che si ha in mano uno strumento che funziona, che piace e che da soddisfazioni, poi lo si vuole piegare ai propri bisogni e alla propria sete di potere?

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2 pensieri su “Ricominciamo

  1. giando

    Personalmente vorrei CiWati Presidente della Regione Lombardia. Proprio per quello che dici tu. In 8 anni ha girato palmo a palmo la regione ed è stato sicuramente tra i migliori antagonisti di Formigoni durante gli ultimi due mandati. Mettere al suo posto il primo figlio d’arte che passava di lì per caso sarebbe uno spreco imperdonabile.
    Come segretario del PD Civati sarebbe bravo ma inutile. E’ un partito che ancora non sa bene di che morte morire nè cosa fare da grande (le due alternative ora come ora restano entrambe) e in 5 anni ha avuto già 3 segretari. E di sicuro, a meno di deludere le nostre aspettative, non potrebbe certo essere un segretario di mediazione…

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    1. giaimeddu Autore articolo

      Anche io lo preferirei alla Regione Lombardia, ma lui ha fatto la sua scelta a quanto pare. E tra il perdere un politico con un’idea di partito e di società adatta ai tempi o il sostenerlo nella sua battaglia come segretario, io preferisco la seconda.
      Secondo me ha anche più possibilità di vincere le elezioni del figlio d’arte, che personalmente non conosco, non so quale sia la sua piattaforma e di cui non condivido il metodo. Però anche la sfida della segreteria ha degli aspetti positivi. l’Italia, prima che la sinistra, ha bisogno di un partito moderno che ascolta i cittadini e che si propone come motore del cambiamento e della modernizzazione del Paese. Non possiamo più solo mediare, bisogna scegliere e credo che Civati abbia una piattaforma interessante e condivisibile.

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