Archivio mensile:novembre 2012

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo – un gioco

La scorsa settimana, leggevo un post di un politico che si intitolava “cambiare le cose, cambiandole”. Parlava del referendum propositivo in Valle d’Aosta che bocciava il pirogassificatore (un impianto per lo smaltimento dei rifiuti), vinto dal comitato promotore, nonostante l’Unione Valdotaine (storico partito valdostano che governa più o meno da sempre la regione) fosse contraria.

Ecco, da allora rifletto sul significato di quella frase e mi è venuta in mente anche quella di Gandhi: “sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

A questo punto, la riflessione si fa più stringente. Cosa significa? Come è possibile? Cosa posso cambiare da solo in questo mondo? Nulla è stata la prima risposta. In prima istanza tutto ci pare troppo, troppo complesso, troppo laborioso, troppo distante, troppo vicino, troppo rischioso. E forse ci pare che il cambiamento che vogliamo vedere avvenire nel mondo sia, in fondo, l’ennesima utopia. Continua a leggere

Per una politica diversa

Questa fine di novembre, ci farà entrare nel vivo della campagna elettorale e, a questo proposito, volevo segnalare un sito potenzialmente molto prezioso per orientarci in quello che diventerà lo sport nazionale di tutti i politici: lo sparar balle.

http://pagellapolitica.it/

Su questo sito, primo in Italia per quanto mi risulta, vengono analizzate le affermazioni dei politici e, dati alla mano, si valuta la loro veridicità; quello che gli anglosassoni chiamano il fact checking e di cui abbiamo profondo bisogno in Italia.

E’ solo il primo passo per avere una politica pulita e potersi concentrare su quel che i politici dicono visto che, lasciatemelo dire, è sempre complicato decodificare il messaggio profondo. Almeno che i dati siano corretti.

Sarà comunque dura, ma io credo che possiamo ritornare a fidarci della politica. Certo, se non cominciamo a puntare con attenzione gli occhi facendo domande e pretendendo le risposte, le cose non miglioreranno mai da sole perché, per riprendere uno slogan molto efficace di MTV, se non ti occupi della politica, la politica si non si occuperà di te.

Pillar of defence

Con l’operazione israeliana “pillar of defence”, il mondo ha conosciuto la prima guerra combattuta anche sui social network. O meglio, oltre ai raid israeliani a Gaza, con l’uccisione di Ahmed Al Jabari, capo militare di Hamas, la battaglia si è ampliata sui social network a colpi di live tweet dei combattimenti e di minacce da parte dei palestinesi:

Scambio di battute tra esercito israeliano e Hamas

Sinceramente un po’ spaventoso come messaggio, sia da una parte che dall’altra. Tralasciando la propaganda israeliana (che vi mostro per dovere di cronaca), solo quella perché da parte palestinese non ho trovato niente, ma se qualcuno avesse qualche tweet interessante, per favore lo segnali:

Non voglio discutere l’opportunità o meno  di queste operazioni, vorrei solo chiudere con una foto di una ragazza, figlia di un ex capo del mossad (il servizio segreto israeliano), finita in carcere per essersi rifiutata di imbracciare le armi. Il suo nome è Omer Goldman e mi piacerebbe che il pilastro della difesa di Israele diventasse la gente come lei:

Grazie a Vanni per la segnalazione.

 

Ricominciamo

Ho meno di 30 anni e sono sempre stato affascinato dalla politica, sono cresciuto in un Paese governato da un magnate delle comunicazioni multimiliardario che possedeva il 50% del mercato televisivo, più diversi giornali a tiratura nazionale con milioni di lettori, più una squadra di calcio. Il suo stile di governo è stato caratterizzato dalle regalie a spese dello Stato e da una squadra di pallone “la più titolata al mondo” (che per inciso è anche purtroppo quella che piace a me). Panem et Circenses insomma. Continua a leggere

Bel regolamento, ora serve una prima idea da testare e tante persone che hanno voglia di provare.

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Proposta. Dall'abbandono alla creatività. Cosa fare delle aree in disuso

Istruzioni per l’uso

UNO
Libertà è partecipazione
Giorgio Gaber
I laboratori saranno un’esperienza plurale, aperta e collaborativa che vuole rinnovare il linguaggio e le pratiche del quotidiano.

DUE
Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
Albert Einstein
Ispirarsi all’uguaglianza, alla giustizia sociale, alla libertà, al bene comune, alla cooperazione, alla non violenza, alla partecipazione attiva, alla solidarietà, al mutualismo, alla differenza, all’interculturalismo e ai valori fondanti della Costituzione italiana.

TRE
Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori.
Corrado Guzzanti
Partire dalla gente. E dalla loro creatività

QUATTRO
Se hai mille idee e soltanto una risulta essere buona, sii soddisfatto.
Alfred Nobel
Partiamo dal luogo pubblico, uno spazio per incontrarsi e condividere idee, esperienze, progetti.
Significa prima di tutto essere un gruppo. Non importa se più o meno numeroso: sarà possibile allargarsi e crescere di giorno in giorno.Un’area in…

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